Le Ville romane sul Lago di Garda
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Il Garda riserva numerose testimonianze storiche, tra cui le ville romane di Sirmione, Desenzano e Toscolano Maderno. Scopriamo cosa ci riservano!

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Nel territorio gardesano, per chi arriva in vacanza o per una visita del territorio, non può certo trascurare le testimonianze storiche. Questo lago è stato per molti secoli abitato da popolazioni locali, ma è stato anche oggetto di diverse conquiste fin dall’epoca antica. Oggi, infatti, sono diverse le rovine che documentano il passaggio da queste parti della civiltà romana, soprattutto le bellissime ville, ovvero le lussuose residenze sul lago di Garda di personaggi illustri!

Oggi la parte meridionale del lago ci mostra dei resti archeologici di questa epoca, che consentono di evocare un mondo raffinato e affascinante. Andiamo a scoprire le 3 più celebri del territorio lacustre.

Le grotte di Catullo a Sirmione

Celebre è la poesia di questo poeta veronese di nascita e latino nella scrittura, che nel I secolo avanti Cristo, descrisse la bellezza di Sirmione. Caio Valerio Catullo se ne descrisse “signore” e appassionato, ed è vero che di solito trascorreva molto tempo nelle proprietà di famiglia sul lago. Nelle sue parole, Sirmione è un gioiello da ammirare con gioia e felicità. Oggi, però, quelle che vengono definite le “grotte di Catullo”, forse non erano proprio le sue… vediamo perché.

Queste rovine sulla punta della penisola di Sirmione, infatti, prendono il nome di grotte nel Rinascimento, quando in modo simile (grotto) venivano chiamate i ruderi in cui si era insinuata la vegetazione. Sicuramente i resti murari appartengono ad una villa di epoca romana, e alcuni studiosi pensano sia appartenuta alla famiglia del poeta latino Catullo, anche se in realtà sembra essere di epoca posteriore. Per altri archeologi, addirittura, non è legata al poeta ma ad una ricca famiglia veronese, che costruì la villa fra il I secolo a.C. e il I secolo a.C.

Si può visitare il sito con le rovine, di circa 2 ettari, e scoprire dalle indicazioni come fosse stata costruita a più piani, su una roccia pendente. I piani inferiori erano formati da arcate di altezza diversa che supportavano le fondamenta dell’ultimo piano, lì dove si trovava il piano nobile.

Come per molte ville romane sul Garda, gli ambienti erano probabilmente costruiti seguendo il pendio che dalle colline arriva sul lago, mediante terrazze degradanti fino alle acque. Se gli edifici residenziali della nobiltà romana erano elevati, quelli sul Garda erano destinati come moli di attracco per le barche.

All’entrata delle rovine si può visitare il piccolo museo archeologico di Sirmione con i reperti della villa e della zona circostante, che illustra anche l’area geologica del Lago di Garda meridionale. Il sito archeologico è splendido per la sua collocazione in un punto che si insinua nel Garda, con acque poco profonde e rocce che affiorano dalla acque, in un ambientazione quasi tropicale.

La villa romana di Desenzano del Garda

In questo edificio di circa un ettaro di terreno sul lago, seppure di minore dimensioni rispetto alle cosiddette Grotte di Catullo, il rinvenimento di antichi mosaici ha reso questo sito un luogo di meraviglie.

La villa romana di Desenzano è originaria del I secolo con ampliamenti e rinnovamenti dal II al IV secolo, quindi posteriore a quella di Sirmione. Il suo splendore arriva in età tardo-antica a nord della Via Gallica, una celebre via lombarda che collegava diversi centri abitati tra cui Verona, Bergamo e Brescia.

La sua proprietà nel III secolo era attestata a Magno Decenzio (Flavius Magnus Decentius), forse fratello di Magnenzio, che nel IV secolo riuscì ad ottenere una parte dell’impero occidentale contrastando Costanzo II, e che ottenne questi territori. È da Decenzio che prende il nome Desenzano, infatti.

La possibilità di visitare la villa romana a Desenzano in realtà è recente, dato che dal medioevo non era più visibile fino ad un secolo fa: fu nel 1921 che gli scavi archeologici riportarono in luce i ruderi, già rovinati da un incendio, e poi coperti da  una frana nel XII secolo. Quello che è stato ripristinato è parte della residenza con il giardino chiuso sul retro, un cortile con portici, e le terme.

Si capisce che il complesso della villa era formato da diverse stanze da cui godere della vista lago, tra cui una zona di rappresentanza, mentre erano presenti anche strutture per le attività agricole. La parte più affascinante, ovviamente, è data dai mosaici geometrici che si estendono per circa 240 metri quadrati. I colori sono vivaci, vanno dall’arancione al nero, il rosso e il verde, con le scene tipiche di una villa – caccia, pesca, corse dei carri, allevamento –  e idilliache con amorini intenti a raccogliere l’uva.

Per chi visita la villa romana di Desenzano sul Garda è utile sapere che è presente anche un attinente Museo archeologico all’ingresso. Qui sono esposti diversi reperti tra cui statue, gioielli, utensili, e un antico mulino per schiacciare uva e olive. Inoltre, sono visibili anche dei pannelli con affreschi ricomposti. È presente anche un sistema per vedere la stanza sotterranea per l’aria calda, il riscaldamento a pavimento dell’epoca romana, gestito da questo ambiente ipocausto.

La villa romana di Toscolano Maderno

Nella zona della sponda bresciana più settentrionale è possibile visitare un’altra delle ville romane sul Lago di Garda. La sua costruzione risale alla volontà della famiglia dei Nonii Arrii, che vollero edificare una residenza sontuosa lì dove oggi sorge la Cartiera di Toscolano.

All’epoca il complesso residenziale romano era poco distante dal lago ma non sulle rive, e si affacciava per la vista delle acque del Benacus dai suoi ambienti principali. Come le altre ville gardesane anch’essa fu oggetto di scavi e ne uscirono diverse notizie interessanti. La parte più corposa era quella sotto la chiesa parrocchiale, che ha mostrato colonne e capitelli, statue, lapidi, terracotte, mosaici, medaglie e monete. Le pareti avevano intonaci di colori brillanti, marmi e altre decorazioni. Un’iscrizione riporta a Marco Nonio Macrino, console nel 154 d.C., poi proconsole d’Asia, e legato dell’imperatore Marco Aurelio.

Una villa sontuosa, quindi, dove la famiglia importante dei bresciani Nonii probabilmente si rilassava ma controllava anche la gestione delle sue proprietà, nei dintorni del Garda e delle montagne. La villa è scavata oggi solo parzialmente ma è chiaro il suo impianto e il fatto che fosse sicuramente molto prestigiosa. Subì dei rimaneggiamenti nel tempo, almeno fino al V secolo, mentre i pavimenti a mosaico e le pareti decorate con pitture, oggi conservati sono precedenti.

Altri ambienti mostrano dagli scavi un giardino con fontana, e un impianto che ci ricorda le ville d’otium con prospetti scenografici notevoli. La sua estensione era notevole, quasi 12.000 metri quadrati, e ad oggi si può visitare nella sua parte meridionale, con diverse stanze e mosaici geometrici. 

È aperta da giugno a settembre, tutti i fine settimana, con ingresso gratuito – veramente un’occasione per chi si trova da queste parti!

Michele
Michele
Ciao lettore :) Sono Michele, ho 30 anni e vivo sul Lago di Garda, più precisamente a Toscolano Maderno. La passione e la bellezza di questo territorio mi hanno spinto a condividere con voi i miei migliori consigli e tutto ciò che riguarda il Lago di Garda. Se avete bisogno di informazioni ulteriori commentate l'articolo e vi risponderò in 24 ore! Buon viaggio a tutti!

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